Prestazioni specialistiche mediche

Mesoterapia antalgica

Consiste nell’effettuare delle iniezioni intradermiche multiple nel distretto cutaneo corrispondente alla zona o all’organo interessato, introducendo minime quantità di farmaco.

Si utilizzano farmaci della Farmacopea Ufficiale opportunamente diluiti  oppure  preparati omotossicologici.

La mesoterapia è, un modo diverso di introduzione di un farmaco nell’organismo che presenta numerosi vantaggi, in alcune situazioni, rispetto alla somministrazione del farmaco per via intramuscolare o per via sottocutanea anche se non esclude, ove sia necessario, l’associazione con un trattamento farmacologico per via generale.

L’azione principale della mesoterapia è quella farmacologica con modificazioni tissutali indotte dai principi attivi iniettati ma è stata studiata anche una stimolazione immunitaria localizzata e generalizzata per una reazione degli elementi dermici del sistema immunitario.

Numerosi studi hanno dimostrato come un farmaco iniettato nel derma persista a lungo nel punto di inoculazione, diffondendo lentamente hai tessuti limitrofi e che la risposta immunitaria ad antigeni inoculati sia più intensa rispetto all’inoculazione per via intramuscolare.

Onde d’urto

Innovativa apparecchiatura (Duolith SD1-Storz) che eroga sia onde d’urto elettromagnetiche focalizzate ad alta energia (ESWT) sia onde d’ urto radiali a bassa energia. Rappresenta quindi un grande salto di qualità ed efficacia delle prestazioni  in questo campo.

Indicazioni terapeutiche:

• In traumatologia, per la mancata guarigione della frattura ossea, (pseudoartrosi o ritardo di consolidazione), dopo l’insuccesso del trattamento chirurgico o dell’uso di apparecchi gessati.

• Tutte le affezioni infiammatorie delle strutture tendinee e muscolari, in particolare: tendiniti della spalla (periartrite calcifica e non), epicondilite ed epitrocleite (gomito del tennista e gomito del golfista), pubalgia, tendinite del gran trocantere, tendinite rotulea al ginocchio, tendinite achillea (achillodinia), sperone calcaneare (tallonite), fascite plantare.

Controindicazioni:  lo stato di gravidanza, l’età dello sviluppo nelle zone del corpo ove le cartilagini di  accrescimento sono ancora attive, la presenza di pace- maker cardiaco. Il soggetto in terapia deve necessariamente evitare di sovraccaricare e di sollecitare eccessivamente la zona infiammata.

Artrocentesi

Consiste nell’introduzione di un ago in una cavità articolare con l’obiettivo di rimuovere liquidi in eccesso, prevalentemente essudati infiammatori.

La presenza di questi liquidi determina infatti dolore locale e ridotta motilità articolare. Spesso all’artrocentesi può seguire l’infiltrazione locale con steroidi o acido ialuronico al fine di rimuovere il processo flogistico nell’articolazione in oggetto e, allo stesso tempo, apportare dall’esterno il maggior componente del liquido sinoviale, dotato di viscosità ed elasticità.
Molto spesso infatti in patologie articolari reumatologiche, traumatiche e degenerative la quantità di acido ialuronico fisiologicamente presente diminuisce, con conseguente compromissione della funzione articolare.

Indicazioni: sinoviti, emartri, idrarti.

Controindicazioni: infezioni o malattie della pelle nell’area di iniezione.

Infiltrazioni ecoguidate all’anca

Terapia indicata per tutti i pazienti affetti da artrosi all’anca mono o bilaterale nella fase iniziale ed intermedia, pazienti con alterazioni radiografiche caratteristiche di artrosi e pazienti che non possono assumere anti-infiammatori. Le iniezioni con acido ialuronico nell’anca artrosica secondo questa tecnica, consentono di ridurre il dolore e determinare un miglioramento della funzione motoria articolare, soprattutto nelle attività della vita quotidiana come alzarsi dalla sedia, uscire o entrare dall’autovettura, stare in piedi, camminare ecc.., riducendo il consumo di farmaci antinfiammatori, normalmente usati per il dolore. L’infiltrazione intra-articolare dell’anca è più difficile rispetto agli altri distretti articolari, principalmente a causa delle caratteristiche anatomiche dell’articolazione e della prossimità di strutture “sensibili” come l’arteria femorale e nervi. Tramite la guida ecografica si è sicuri di essere esattamente in articolazione e si visualizza in tempo reale sia l’ago che il prodotto iniettato durante l’infiltrazione. Inoltre si è visto che la percentuale delle volte in cui il farmaco non viene iniettato direttamente in articolazione è molto alta (>40%) quando eseguita in “cieco” ossia senza  guida ecografica. Tale procedura è una garanzia sia di sicurezza che di efficacia. Non occorre anestesia locale o generale.

Infiltrazioni articolari

La terapia infiltrativa articolare e periarticolare ha acquistato sempre più  importanza nel trattamento di malattie osteo-muscolari. Notevole è il numero di pazienti che si avvalgono di questa metodica e vari sono anche i farmaci utilizzati (con indicazioni e aspettative differenti). La corretta esecuzione di una infiltrazione richiede una perfetta conoscenza dell’anatomia (osteo-articolare, peri-articolare e dei tessuti molli) associata ad una buona manualità, propria di uno specialista che con frequenza esegue tali metodiche.

Farmaci: i farmaci utilizzati per l’infiltrazione sono:

  • cortisonici: lo scopo del cortisone è quello di ridurre o di eliminare l’infiammazione articolare (o periarticolare, tendinea, ecc.). I corticosteroidi infatti inibiscono l’edema, la dilatazione capillare, i depositi di fibrina, l’attività fagocitica ecc. , agendo in via quasi esclusiva a livello locale.
  • acido ialuronico: nell’artrosi, e soprattutto nelle fasi di ri-acutizzazione infiammatoria, il liquido sinoviale (liquido viscoso presente all’interno dell’articolazione, con una funzione di facilitazione allo scorrimento), presenta una riduzione della sua viscosità, per “degradazione” delle molecole di acido ialuronico, perdendo così un’importante funzione di “lubrificazione” delle superfici articolari. La somministrazione articolare di acido ialuronico determina:
  1. aumento ripristinare la viscosità e l’elasticità (la “lubrificazione” articolare) del liquido sinoviale contenuto nelle articolazioni che la malattia aveva in parte compromesso;
  2. viscosità articolare;
  3. stimolo alla produzione – riparazione di nuova superficie cartilaginea (è il rivestimento alterato dell’articolazione);
  4.  inibisce l’infiammazione in sede articolare e riduce il versamento articolare;
  5. azione analgesica.
  •  PRP fattori di crescita: una nuovissima procedura che consente di introdurre nelle articolazioni i fattori di crescita estratti con una centrifuga del sangue (10cc.) prelevato dal paziente stesso. Tale infiltrazione provoca una vera e propria rigenerazione dei tessuti evitando anche l’intervento chirurgici.

Esame podolgico

L’esame strumentale svolto dal medico consiste in un esame in grado di fornire indicazioni sulle pressioni interposte tra il terreno e la pianta del piede, per individuare eventuali anomalie nella stabilità, ed eventuali alterazioni deambulatorie che possono conseguire da problemi o malformazioni agli organi di deambulazione (ginocchio, caviglia, piede…).

Valutazione funzionale neurologica

L’esame neurologico inizia con un’attenta osservazione del paziente durante la raccolta dell’anamnesi. Sono valutate la velocità, la simmetria e la coordinazione richieste per il semplice atto dell’alzarsi dalla sedia e salire sul lettino, insieme alla postura e all’andatura. Il comportamento, l’abbigliamento e le reazioni del paziente forniscono notizie sulla sua personalità e sull’adattamento sociale. La necessità del paziente di affidarsi ad altri per rispondere alla domande può indicare un deficit mnestico. Gli errori nel linguaggio, nel discorso, nella prassia, il disorientamento, le posture inusuali e altri disturbi del movimento possono essere evidenti ancor prima dell’inizio dell’esame clinico. Il medico si avvale anche di scale di valutazione funzionale (tipo FIM). L’identificazione delle principali tappe della malattia è di fondamentale importanza e rappresenta un punto di partenza per l’intervento riabilitativo. Anche lo stabilizzarsi dell’evoluzione della malattia con la riabilitazione è da considerarsi un successo.